Elettrostimolazione muscolare

Un aiuto per prevenire e contrastare (anche) l’incontinenza urinaria.
Aiuta a migliorare le prestazioni atletiche. Favorisce il drenaggio dei liquidi con azione anche anticellulite. Aumenta il tono muscolare, ad esempio dopo traumi. Allevia il dolore articolare. I campi di applicazione della cosiddetta elettrostimolazione muscolare sono davvero vasti.

E ce n’è uno forse meno conosciuto degli altri, ovvero la stimolazione dei muscoli del pavimento pelvico, il primo passo per prevenire e contrastare problemi di incontinenza urinaria, ad esempio dopo il parto. Ne parliamo con la dottoressa Monica Vitali, ostetrica esperta nella riabilitazione del pavimento pelvico.

Dottoressa Vitali, come “funziona” questa tecnica?

L’elettrostimolazione muscolare è un trattamento che fa contrarre i muscoli senza sforzo da parte di chi vi si sottopone, perché sfrutta gli impulsi elettrici inviati da dispositivi tramite speciali elettrodi. Questi elettrodi inviano al muscolo degli impulsi che lo fanno contrarre ripetutamente. In base alla regolazione delle variabili d’intensità, frequenza, tipo, durata dell’impulso, tempo di latenza, possiamo ottenere differenti risultati: rilassante, per calmare il dolore, sviluppare la forza e la massa muscolare o far lavorare uno specifico tipo di fibre muscolari, migliorare la velocità o la resistenza, tonificare.

In quali ambiti in particolare viene utilizzata?

Attualmente l’elettrostimolazione viene utilizzata efficacemente in tre campi.

  • Sportivo. È un mezzo per migliorare le prestazioni atletiche, grazie alla possibilità di adattare il tipo di corrente alle specifiche necessità di ogni singolo individuo e a ogni specifica fase della preparazione atletica. Si può attivare sia le fibre veloci, sia quelle lente o quelle intermedie, migliorando la forza esplosiva, la velocità o la resistenza grazie a programmi specifici e tutto ciò senza il rischio di lesioni sportive.
  • Estetico. Permette di impostare programmi di tonificazione o rassodamento, indicati per chi vuole rassodare e tonificare i propri muscoli e tessuti, oppure programmi specifici contro gli inestetismi grazie al miglioramento del microcircolo capillare, al drenaggio dei liquidi, all’aumento del metabolismo e delle attività cellulari, alla riduzione e mobilizzazione dei depositi grassi.
  • Riabilitativo, in seguito a traumi o contro il dolore. Dopo un’immobilizzazione forzata per un trauma muscolo-scheletrico, è molto importante recuperare il tono e il trofismo muscolare. L’elettrostimolazione permette di recuperare in tempi rapidi il tono muscolare e di drenare i liquidi accumulatisi a causa dell’immobilità. È bene ricordare, però, che l’elettrostimolazione non deve sostituire completamente le sedute di rieducazione con un fisioterapista il quale potrà associarvi importanti esercizi propriocettivi e di mobilità.
    L’elettrostimolazione è anche ampiamente utilizzata per alleviare gran parte dei dolori muscolari o articolari, cronici o acuti. In questo caso consiste nella stimolazione selettiva delle grosse fibre dei nervi periferici e prende il nome di stimolazione elettrica transcutanea (TENS). La diminuzione del dolore è collegata a due fattori: da un lato si bloccano i segnali elettrici che portano al cervello l’informazione relativa al dolore, se ne annulla anche la percezione; dall’altro si stimola la secrezione di endorfine, ovvero oppioidi prodotti naturalmente dal corpo per combattere il dolore e possono agire sia nel midollo sia nel cervello, risultando quindi essere dei potenti analgesici. Oltre a tutti questi utilizzi, interessante è anche quello in ambito urologico-ginecologico-proctologico, introdotto intorno agli anni ’80 per favorire la continenza urinaria ma non solo.

In che modo aiuta a prevenire l’incontinenza?

Mentre nei campi citati l’elettrostimolazione si avvale di placche che vengono posizionate esternamente sulla parte del corpo da trattare, in ambito urologico-ginecologico-proctologico, sfrutta l’utilizzo di sonde anali o vaginali. Lo scopo è far contrarre involontariamente la muscolatura pelvica (vedi box). Attraverso la contrazione dei muscoli pelvici si ha un aumento della chiusura sfinterica effettuata attraverso sonde mono paziente. Le principali funzioni della stimolazione elettrica sono: contribuire a far prendere coscienza del muscolo che deve essere esercitato per favorire la continenza; aumentare la forza contrattile della muscolatura stimolata; incrementare il tono e il trofismo dello sfintere; rinforzare il riflesso di chiusura uretrale (ndr. l’uretra è un piccolo condotto che unisce il collo della vescica urinaria con l’esterno), evitando così le problematiche di incontinenza urinaria-fecale e l’urgenza minzionale da vescica iperattiva. A scopo terapeutico per le disfunzioni pelvi-perineali viene utilizzata la frequenza alternata, evitando così il pericolo di danneggiare i tessuti. La frequenza della stimolazione, corrispondente al numero di fasi al secondo, deve essere diversamente applicata a seconda dell’obbiettivo terapeutico. Le sedute terapeutiche hanno una durata di circa 15-20 minuti da effettuarsi più volte a settimana. La cura deve essere affiancata ad altre terapie conservative, come i trattamenti manuali, la fisiochinesi e il biofeedback. Non è possibile utilizzare l’elettrostimolazione in caso di: gravidanza, nei pazienti portatori di pacemaker, bambini e in casi di epilessia. È buona regola, come tutti i casi in ambito sanitario, che sia uno specialista esperto a eseguire il trattamento con l’elettrostimolazione, senza improvvisazioni, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti.

IL PAVIMENTO PELVICO

È un insieme di strati di legamenti e muscoli posti alla base della cavità addominale/pelvica, indispensabile per il sostegno di uretra, vescica, intestino e, nella donna, dell’utero, che si estendono come un’amaca partendo dall’osso sacro (dietro) fino all’osso pubico (davanti). Per dare meglio l’idea è la zona anatomica che appoggiamo al sellino quando andiamo in bicicletta. Questi muscoli, spesso ignorati, svolgono un ruolo importante per garantire la continenza urinaria e fecale. Questo vale per tutti i momenti della vita e in particolare durante la gravidanza, dopo il parto e in menopausa, fasi molto delicate per questo muscolo che si accompagnano a cambiamenti ormonali importanti.

 

A cura di VIOLA COMPOSTELLA
Ha collaborato DOTT.SSA MONICA VITALI
Ostetrica riabilitatrice
– PRESSO LO STUDIO VITALI DI BERGAMO, E CORPORE SANO SMART CLINIC STEZZANO –

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