Caricamento...

Il pavimento pelvico va preservato con molta attenzione

Il pavimento pelvico è una zona «strategica» del corpo femminile. Un insieme di muscoli che andrebbero tenuti in allenamento in ogni fase della vita. Può infatti indebolirsi, o al contrario contrarsi in mancanza di attenzione specifica, fino a quando subentrano i disturbi, talvolta minimi, altre volte invalidanti. «La zona pelvica è sempre sollecitata non solo quando ci muoviamo, ma anche durante la minzione, l’atto sessuale, quando evacuiamo e non ultimo anche solo come respiriamo» spiega la dottoressa Monica Vitali, ostetrica riabilitatrice che da anni si occupa delle disfunzioni del pavimento pelvico e che da gennaio collabora con la smart clinic «Corpore Sano» di Stezzano. «Durante i cambiamenti della vita di una donna, se non preserviamo il perineo, possiamo andare incontro a un ipotono o lassità di questi tessuti che causano patologie come prolassi, incontinenza (urinaria, gas, fecale) o, al contrario, un tono eccessivo chiamato ipertono, causato ad esempio da una postura scorretta o da un vissuto negativo del parto o da una relazione sessuale insoddisfatta, che porta ad avere dolore durante i rapporti sessuali, creando così un circolo vizioso del dolore pelvico cronico. I fattori che possono modificare il perineo sono la gravidanza, il parto, la menopausa, ma anche stitichezza, sovrappeso, sollevamento di pesi, tosse prolungata, interventi chirurgici. Con le conseguenze che ne derivano, sia personale, sia di coppia».

Cerchiamo allora di conoscere meglio questo muscolo così importante e la sua funzione … «Il pavimento pelvico è un insieme di strati di legamenti e muscoli posti alla base della cavità addominale/pelvica, per dare meglio l’idea è la zona anatomica che appoggiamo al sellino quando andiamo in bicicletta. Questi muscoli, svolgono un ruolo importante per garantire la continenza urinaria e fecale e contribuiscono a rendere la sessualità soddisfacente. Una buona presa di coscienza della zona pelvica aiuta a ridurre le probabilità di lacerazioni del pavimento durante il parto. Questa zona, infatti, è anche il punto delle sensazioni ed emozioni più profonde. Infine, se è flessibile e attivo garantisce anche un fisiologico apporto di sangue e nutrimento della mucose genitali e aiuta quindi a prevenire molti disturbi come le cistiti, vaginiti e la secchezza vaginale ».

Cosa si può fare per allenarlo o rieducarlo? «Come prima cosa l’importante è sapere dell’esistenza, ma ancor più di come poter reclutare questi muscoli per tonificarli o per rilassarli facendo una contrazione e rilascio attivo. Il compito del terapista è rimetterli in una condizione di normotono, il compito del paziente è mantenerli ed è importante imparare e capire come fare. In gravidanza la zona pelvica subisce modificazioni: l’aumento di peso spinge sul pavimento pelvico stirando la muscolatura e anche durante il parto le fibre muscolari vengono ulteriormente stirate dalle spinte materne per consentire la nascita, per questo è importante un’adeguata riabilitazione pelvica per una buona ripresa della funzionalità. Il lavoro che viene effettuato con la terapista è di propriocezione e presa di coscienza, fisiochinesi, biofeedback, elettrostimolazione. È inutile aspettare sperando che il problema si risolva da solo, rivolgendosi ad uno specialista qualificato che tratta i disturbi pelvici, dopo un’adeguata valutazione, potrà consigliare un adeguato trattamento».

Ritorno all'elenco