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FKT: fisiochinesiterapia

FKT-fisiochinesiterapia: il pioniere della riabilitazione pelvi-perinale è il ginecologo statunitense Arnold H. Kegel che oltre 40 anni fa, sperimentò esercizi perineali per prevenire o trattare il prolasso genitale e l’incontinenza urinaria femminile.

Il metodo di Kegel consisteva nella palpazione digitale del muscolo pubo-coccigeo e nella richiesta di contrarre detto muscolo contro le dita dell’esaminatore; dopo l’accertamento della sua corretta attivazione, la paziente veniva istruita nel corretto uso del perineometro. Nel proporre il perineometro, Kegel faceva riferimento a Frenkel ed al suo programma di esercizi con retrocontrollo per il trattamento dell’atassia locomotoria. Il sistema di retrocontrollo era la necessaria conseguenza della scarsa corticalizzazione della regione perineale.

Le tecniche di Kegel furono utilizzate con successo da altri autori, ma col passare degli anni andarono incontro ad oblio, perdendo la loro importanza come alternativa terapeutica alla chirurgia. Alla fine degli anni 70 si risvegliò l’interesse per tali tecniche e diverse equipe spiegarono l’efficacia di tali tecniche con le nuove acquisizioni neurofisiologiche.

Nel 1984 Perrigot sottolineava la necessità di una sequenzialità dell’esercizio terapeutico secondo il seguente schema:

Esercizi del primo gruppo: presa di coscienza ed attivazione specifica della muscolatura perineale

Esercizi del secondo gruppo: rinforzo dei muscoli sfintero-perineali (eventuale utilizzazione di sinergie con glutei ed adduttori)

Esercizi del terzo gruppo: esercizi di automazione della muscolatura perineale.

Il concetto di sequenzialità rimane valido tuttora ed è adottato da diversi protocolli compreso quello preso in esame nel prossimo capitolo che tratterà del metodo applicato alla riabilitazione del pavimento pelvico con l’utilizzo sia della cinesiterapia che del BFB e dell’elettrostimolazione funzionale.

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