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BFK: bio-feedback

Con bio-feedback si intende un sistema in grado di fornire informazioni riguardanti processi biologici non sufficientemente coscientizzati. Questi apparati sono stati denominati con un termine ideato dal matematico Norbert Wiener per designare il metodo di controllo di un sistema che consiste nella reintroduzione della sua prestazione precedente. Il BFB è quindi un mezzo in grado di registrare alcune attività fisiologiche non apprezzabili a livello cosciente in condizioni normali o divenute inapprezzabili per un processo patologico. In questo modo vengono forniti dei parametri obiettivi sulle variazioni delle funzioni registrate; di conseguenza il paziente può interferire attivamente su di esse, migliorando il controllo.

L’apparecchio ha quindi la funzione di prelevare con affidabilità senza interferenze, i segnali relativi alla funzione monitorata, amplificarli, elaborarli e trasformarli in informazioni facilmente interpretabili. In riabilitazione si usa i BFB per rilevare l’entità e la forza di una contrazione muscolare, la posizione di un’articolazione o di un segmento corporeo, la direzione in cui sta muovendo e la correttezza del risultato ottenuto rispetto al compito prefissato. Tale metodica non consiste quindi in un trattamento chinesiologico in senso stretto, bensì entra a far parte dell’ampio capitolo della rieducazione neuromotoria, fornendo al paziente delle informazioni utili al raggiungimento di un buon controllo della funzione muscolare.

Il paziente per utilizzare questo metodo riabilitativo deve possedere un buon livello cognitivo, indispensabile per la collaborazione attiva, deve poter comprendere ed utilizzare le informazioni fornite dall’apparecchio. E’ inoltre necessario che la patologia sia suscettibile di miglioramento e non progredisca negativamente in modo troppo rapido. Infine è indispensabile che sia integri i canali afferenziali utilizzati.

L’apparecchio è costituito da un elettromiografo di superficie i cui segnali elettrici vengono amplificati, elaborati, semplificati e quindi rinviati al paziente sotto forma di stimoli sensoriali; uditivi o visivi tali da essere facilmente percepiti ed interpretati. E’ importante sottolineare che tale processo avviene in tempo quasi reale, equivalente quindi con quello della via afferente fisiologica. L’immediata visualizzazione di una corretta attivazione motoria, per quanto casuale e di lieve entità, permette una migliore e più veloce riorganizzazione della funzione alterata. Il BFB è indispensabile nel caso ci sia un ridotta “coscienza” di una certa area corporea o di una determinata funzione. In sintesi il BFB permette l’accesso ad informazioni non disponibili mediante l’esercizio terapeutico convenzionale e attraverso meccanismi non ancora completamente noti, facilita la modificazione del comportamento motorio nella direzione voluta. La chiave fondamentale dell’apprendimento è la conoscenza immediata, precisa e semplificata dell’errore che permette all’atto seguente di predisporre una diversa strategia. Proprio in questa conoscenza del risultato è il pregio dell’utilizzo del biofeedback in riabilitazione.

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